Esonero Montella: perchè solo adesso?

Posted in Stagione 2017-18 with tags , , on 27 novembre 2017 by AC Milan Since 1899

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Si conclude l’avventura di Vincenzo Montella sulla panchina rossonera. Continua a leggere

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Milan in Europa con la terza maglia a San Siro dopo 17 anni !

Posted in Milan Story, Stagione 2017-18 with tags , , , on 24 novembre 2017 by AC Milan Since 1899

L’ultima volta accadde nella stagione 2000-01

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Hagi contrastato da Maldini, Giunti e Ambrosini

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Milan deludente: ancora 0-0 contro l’AEK

Posted in Stagione 2017-18 with tags , , on 2 novembre 2017 by AC Milan Since 1899

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I rossoneri replicano il risultato di due settimane fa. Palo di Montolivo.

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AEK-Milan: i precedenti in terra ellenica

Posted in Stagione 2017-18 with tags , , on 2 novembre 2017 by AC Milan Since 1899

Due i precedenti dei rossoneri in terra di Grecia

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Colpa di chi?

Posted in Stagione 2017-18 with tags , , , , on 29 ottobre 2017 by AC Milan Since 1899

Poteva essere la partita della svolta. Doveva esserlo. Un po’ tutti ci avevamo sperato.

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CalciaTTori a Bergamo? Che novità

Posted in Stagione 2015-16, Uncategorized with tags , , , , , on 3 aprile 2016 by AC Milan Since 1899

Ennesima presenza assenza dei rossoneri in Serie A. I tifosi ormai sono stanchi, anche della società.

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CalciaTTori senza orgoglio, senza attributi nè carattere. Recitano la parte di calciatori, ma solo nel vestiario. Si spostano di là o di qua, come bandiere al vento. Se attorno c’è convinzione fanno una buona prestazione (a cui non sempre è associata una vittoria). Se c’è euforia si esaltano tanto da collezionare figuracce. Se nell’ambiente c’è confusione – come da tre anni a questa parte nel Milan – eccoli allora che non fanno brutte figure, semplicemente non scendono proprio in campo mentalmente, girovagando come zombie, ognuno per sè, ognuno per la propria direzione.

I tifosi sono stanchi, il disamore verso questi colori cresce sempre più. Lo stadio San Siro ne è la dimostrazione. Anzi più che verso i colori, cresce la disaffezione verso una società in cui prima si identificavano un po’ tutti. E non stiamo parlando di trofei vinti, sarebbe troppo facile. Stiamo parlando di stile, di mentalità, di spirito di sacrificio, di onorare la maglia, di perdere pur sapendo di aver dato tutto, di avere la maglia sudata, di rispettare il compagno di squadra, di rispettare chi dall’altra parte d’Italia viene a incitarti, di chiarezza dei progetti futuri. Tutta roba che ha portato a tutto quello che ha portato dal 1988 fino al 2011.

Se chi indossa questi colori non ha voglia di onorarli o non si sente in grado di farlo, ebbene si faccia da parte. Dica alla dirigenza che non è in grado di sopportare tale pressione e se ne vada, dimostrando alla stessa di essersi sbagliata, di aver puntato su un calciatore non in grado di vestire la maglia del Milan.
Che poi, indossare i nostri colori dovrebbe essere già di suo uno stimolo a dare il massimo e non un macigno sulle spalle ogni volta che si scende in campo.

Ormai si brancola nel buio da tre anni, se non quattro da quella maledettissima estate del 2012, in cui tutti abbiamo compreso che il Milan non era più il Milan. Si vive alla giornata (calcistica). Con una Serie A per noi conclusa ancora una volta a febbraio.

Quando la dirigenza capirà che i tifosi si stanno allontanando sempre più da questo Milan si spera non sarà troppo tardi.

Non è troppo tardi, invece, per i calciatori del Milan, di capire che  indossare questa gloriosa maglia non è un punto di arrivo bensì un punto di partenza. Altrimenti la porta è quella.

L.V.

Eccoli ora quelli del ranking UEFA

Posted in Stagione 2015-16 with tags , , , , , on 17 marzo 2016 by AC Milan Since 1899

Ci parlano ora di ranking UEFA, ci parlano ora di crollo dell’Italia “europea”, ci parlano ora di dover essere TUTTI rammaricati della sconfitta della Juventus ieri sera contro il Bayern Monaco, ci parlano di occasione mancata per tutte le squadre italiane. Ma dov’erano costoro negli anni passati?

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Sì dov’erano? Dov’erano tutti questi “patriottici italiani” quando il Milan nel marzo 2014 veniva eliminato dall’Atletico Madrid (che sarebbe arrivato a 30 secondi dalla vittoria finale!). Allora non si parlò così tanto di ranking UEFA, pochissimi forse lo fecero, nessuna scena di disperazione giornalistica, nessun tentativo di convincimento dei lettori ad essere rattristati per l’eliminazione dei rossoneri. Anzi, critiche a go go su quel Milan, che da meno di due mesi aveva cambiato guida tecnica, facendo comunque una buona figura all’andata in casa a San Siro, punito da una disattenzione su Diego Costa. Eppure il Milan era l’unica rappresentante italiana rimasta in quella fase finale della Champions League, con la Juventus (Campione d’Italia da due anni consecutivi e in rotta verso il terzo!) che aveva perso il treno degli ottavi a dicembre all’ultima fermata nella neve di Istanbul contro il Galatasaray. In tre mesi nessuno, mediaticamente parlando, invitò a tifare tutti Milan per il bene superiore del ranking. Nessuno. Anzi sogghignando, qualcuno si mostrò quasi soddisfatto per la sconfitta in terra madrilena, denunciando lo scarso livello della compagine rossonera per affrontare un torneo come la Champions League.
Eppure il Milan l’avrebbe meritato un misero riconoscimento di simpatie di tifo per quanto aveva fatto fino a due anni prima. Il ranking italiano è stato mantenuto in vigore finchè c’erano stati i rossoneri in Europa, inutile negare l’evidenza. Per carità NON solo loro. Anche altre squadre italiane avevano contribuito negli anni, ma non quanto i rossoneri. E se proprio dobbiamo dirla tutta, di certo il terzo posto “europeo” dell’Italia non era stato mantenuto in vita dai piazzamenti della Juventus, semmai dai cugini nerazzurri dell’Inter, vincitori della Champions stessa nel 2010.

Dopo l’uscita di scena dei bianconeri contro il Galatasaray nel dicembre 2013 ci si dimenticò troppo in fretta del Milan sorteggiato contro l’Atletico Madrid nei giorni seguenti. Un Milan che certamente non puntava alla vittoria finale, ma che dal 2002-03 fino al 2011-12 aveva alimentato il tanto compianto terzo posto dell’Italia nel ranking UEFA, tranne nella stagione 2008-09 in cui i rossoneri militarono nell’allora Coppa Uefa. Nove anni che contano tre finali (di cui due vinte), una semifinale contro il Barcellona di Ronaldinho poi vincitore, due quarti, tre ottavi. Senza considerare che l’anno precedente 2012-13 il Milan post diaspora dei senatori e cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, era uscito dalla Champions agli ottavi contro il Barcellona, battendo addirittura per 2-0 i marziani catalani nella gara di andata,  per poi crollare al ritorno al Camp Nou. Tutto questo non era bastato per accattivarsi qualche simpatia mediatica italiana nei tre mesi precedenti la sfida contro i Colchoneros di Simeone. Pochissimi fecero notare che con i rossoneri fuori, aveva perso l’Italia intera. E adesso lo fanno? E dov’erano due anni fa?

Scusateci allora se non riusciamo a rattristarci per l’eliminazione della Juventus, scusateci se qualche sorriso di soddisfazione ci è scappato ieri sera, non tanto contro la Juventus quanto contro tutti coloro che la osannano da quattro anni a questa parte come eccellenza europea, dimenticandosi dell’attuale livello della Serie A. No, noi non siamo affatto rattristati di ciò. L’unica tristezza che abbiamo è quella di non poter vedere il Milan su quel palcoscenico che è la Champions League, lì dove eravamo di casa. E questo nostro stesso rammarico, numeri alla mano, dovrebbero averlo un po’ tutti se si piange sul ranking UEFA italiano.

 

L.V.