CalciaTTori a Bergamo? Che novità

Posted in Stagione 2015-16, Uncategorized with tags , , , , , on 3 aprile 2016 by acmilansince1899

Ennesima presenza assenza dei rossoneri in Serie A. I tifosi ormai sono stanchi, anche della società.

contestazione-milan

CalciaTTori senza orgoglio, senza attributi nè carattere. Recitano la parte di calciatori, ma solo nel vestiario. Si spostano di là o di qua, come bandiere al vento. Se attorno c’è convinzione fanno una buona prestazione (a cui non sempre è associata una vittoria). Se c’è euforia si esaltano tanto da collezionare figuracce. Se nell’ambiente c’è confusione – come da tre anni a questa parte nel Milan – eccoli allora che non fanno brutte figure, semplicemente non scendono proprio in campo mentalmente, girovagando come zombie, ognuno per sè, ognuno per la propria direzione.

I tifosi sono stanchi, il disamore verso questi colori cresce sempre più. Lo stadio San Siro ne è la dimostrazione. Anzi più che verso i colori, cresce la disaffezione verso una società in cui prima si identificavano un po’ tutti. E non stiamo parlando di trofei vinti, sarebbe troppo facile. Stiamo parlando di stile, di mentalità, di spirito di sacrificio, di onorare la maglia, di perdere pur sapendo di aver dato tutto, di avere la maglia sudata, di rispettare il compagno di squadra, di rispettare chi dall’altra parte d’Italia viene a incitarti, di chiarezza dei progetti futuri. Tutta roba che ha portato a tutto quello che ha portato dal 1988 fino al 2011.

Se chi indossa questi colori non ha voglia di onorarli o non si sente in grado di farlo, ebbene si faccia da parte. Dica alla dirigenza che non è in grado di sopportare tale pressione e se ne vada, dimostrando alla stessa di essersi sbagliata, di aver puntato su un calciatore non in grado di vestire la maglia del Milan.
Che poi, indossare i nostri colori dovrebbe essere già di suo uno stimolo a dare il massimo e non un macigno sulle spalle ogni volta che si scende in campo.

Ormai si brancola nel buio da tre anni, se non quattro da quella maledettissima estate del 2012, in cui tutti abbiamo compreso che il Milan non era più il Milan. Si vive alla giornata (calcistica). Con una Serie A per noi conclusa ancora una volta a febbraio.

Quando la dirigenza capirà che i tifosi si stanno allontanando sempre più da questo Milan si spera non sarà troppo tardi.

Non è troppo tardi, invece, per i calciatori del Milan, di capire che  indossare questa gloriosa maglia non è un punto di arrivo bensì un punto di partenza. Altrimenti la porta è quella.

L.V.

Eccoli ora quelli del ranking UEFA

Posted in Stagione 2015-16 with tags , , , , , on 17 marzo 2016 by acmilansince1899

Ci parlano ora di ranking UEFA, ci parlano ora di crollo dell’Italia “europea”, ci parlano ora di dover essere TUTTI rammaricati della sconfitta della Juventus ieri sera contro il Bayern Monaco, ci parlano di occasione mancata per tutte le squadre italiane. Ma dov’erano costoro negli anni passati?

Uefa Champions League vincitori Patc 732

Sì dov’erano? Dov’erano tutti questi “patriottici italiani” quando il Milan nel marzo 2014 veniva eliminato dall’Atletico Madrid (che sarebbe arrivato a 30 secondi dalla vittoria finale!). Allora non si parlò così tanto di ranking UEFA, pochissimi forse lo fecero, nessuna scena di disperazione giornalistica, nessun tentativo di convincimento dei lettori ad essere rattristati per l’eliminazione dei rossoneri. Anzi, critiche a go go su quel Milan, che da meno di due mesi aveva cambiato guida tecnica, facendo comunque una buona figura all’andata in casa a San Siro, punito da una disattenzione su Diego Costa. Eppure il Milan era l’unica rappresentante italiana rimasta in quella fase finale della Champions League, con la Juventus (Campione d’Italia da due anni consecutivi e in rotta verso il terzo!) che aveva perso il treno degli ottavi a dicembre all’ultima fermata nella neve di Istanbul contro il Galatasaray. In tre mesi nessuno, mediaticamente parlando, invitò a tifare tutti Milan per il bene superiore del ranking. Nessuno. Anzi sogghignando, qualcuno si mostrò quasi soddisfatto per la sconfitta in terra madrilena, denunciando lo scarso livello della compagine rossonera per affrontare un torneo come la Champions League.
Eppure il Milan l’avrebbe meritato un misero riconoscimento di simpatie di tifo per quanto aveva fatto fino a due anni prima. Il ranking italiano è stato mantenuto in vigore finchè c’erano stati i rossoneri in Europa, inutile negare l’evidenza. Per carità NON solo loro. Anche altre squadre italiane avevano contribuito negli anni, ma non quanto i rossoneri. E se proprio dobbiamo dirla tutta, di certo il terzo posto “europeo” dell’Italia non era stato mantenuto in vita dai piazzamenti della Juventus, semmai dai cugini nerazzurri dell’Inter, vincitori della Champions stessa nel 2010.

Dopo l’uscita di scena dei bianconeri contro il Galatasaray nel dicembre 2013 ci si dimenticò troppo in fretta del Milan sorteggiato contro l’Atletico Madrid nei giorni seguenti. Un Milan che certamente non puntava alla vittoria finale, ma che dal 2002-03 fino al 2011-12 aveva alimentato il tanto compianto terzo posto dell’Italia nel ranking UEFA, tranne nella stagione 2008-09 in cui i rossoneri militarono nell’allora Coppa Uefa. Nove anni che contano tre finali (di cui due vinte), una semifinale contro il Barcellona di Ronaldinho poi vincitore, due quarti, tre ottavi. Senza considerare che l’anno precedente 2012-13 il Milan post diaspora dei senatori e cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, era uscito dalla Champions agli ottavi contro il Barcellona, battendo addirittura per 2-0 i marziani catalani nella gara di andata,  per poi crollare al ritorno al Camp Nou. Tutto questo non era bastato per accattivarsi qualche simpatia mediatica italiana nei tre mesi precedenti la sfida contro i Colchoneros di Simeone. Pochissimi fecero notare che con i rossoneri fuori, aveva perso l’Italia intera. E adesso lo fanno? E dov’erano due anni fa?

Scusateci allora se non riusciamo a rattristarci per l’eliminazione della Juventus, scusateci se qualche sorriso di soddisfazione ci è scappato ieri sera, non tanto contro la Juventus quanto contro tutti coloro che la osannano da quattro anni a questa parte come eccellenza europea, dimenticandosi dell’attuale livello della Serie A. No, noi non siamo affatto rattristati di ciò. L’unica tristezza che abbiamo è quella di non poter vedere il Milan su quel palcoscenico che è la Champions League, lì dove eravamo di casa. E questo nostro stesso rammarico, numeri alla mano, dovrebbero averlo un po’ tutti se si piange sul ranking UEFA italiano.

 

L.V.

Seba Rossi & Co. nella storia comunque

Posted in Milan Story with tags , , , , , , , , on 12 marzo 2016 by acmilansince1899

Nella prossima giornata di Serie A, Gianluigi Buffon supererà il record di imbattibilità di Sebastiano Rossi. Un record di 929 minuti che reggeva dal 1993-94. Una serie di partite senza subire reti che un po’ tutti credevamo impossibile da avvicinare, figuriamoci superare. Ma, si sa, i record sono lì per essere battuti.

Cominciamo subito nel dire che sulla “sfida secca” tra i due portieri non c’è storia. Buffon quanto a caratura internazionale, numeri e continuità ha dimostrato di essere superiore a Rossi. Su questo tutti d’accordo. Forse anche lo stesso Sebastiano.

Però quando si parla di imbattibilità, di porta inviolata, di 0 gol subiti, il portiere è quello che prende i titoli, l’onore. Certo. E’ giusto che sia così. E’ l’ultimo ostacolo che l’avversario è costretto a superare per segnare. E’ l’estremo difensore. Ecco appunto, l’estremo. Ma non l’unico.

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Gli avversari prima di presentarsi al cospetto del portiere devono superare quegli uomini davanti a lui. Quei 3, 4 o 5 calciatori che si muovono coordinati, facendosi forza l’un con l’altro per non farsi scavalcare da nessuno. Si chiamano difensori. Proteggono il portiere, che a suo volta difende i pali. Quindi in qualche modo proteggono la porta anche loro.

Qualche merito dunque ce l’hanno anche loro, i difensori. Forse qualcosa in più di un semplice “qualche”.
Adesso il buon Gigi nazionale non ce ne voglia se proprio non riusciamo a paragonare i suoi difensori a quelli che erano davanti a Sebastiano Rossi. Sì lo sappiamo, siamo di parte, ci abbiamo provato, ma proprio non ci riusciamo. Perchè questo si farà nei prossimi giorni sui giornali: paragonare Buffon a Rossi, paragonare i loro difensori, paragonare due difese che a distanza di poco più di 20 anni non possono essere paragonate. Per carità, Evra Chiellini Bonucci Barzagli Lichtsteiner forti, i migliori in Serie A, parlano i numeri per loro. Ma consentiteci di dire la nostra “preghiera” che tante volte ci ha accompagnato prima di una partita: Tassotti Baresi Costacurta Maldini. TASSOTTI BARESI COSTACURTA MALDINI. Così, in questo ordine, come l’Ave Maria. Ci si ricorda pure delle varianti di quell’anno (Panucci, Filippo Galli e Nava). Un meccanismo che sfiorava spesso la perfezione da almeno 5-6 anni. E che da 3 dettava legge in Serie A. In QUELLA Serie A. La Serie A della prima metà degli anni ’90. Quella a cui ambivano tutti i top player, che spesso li ritrovavi anche in provincia. Quella che trasformava la Coppa UEFA in una seconda Coppa Italia. E non siamo noi a dire che quella Serie A era tutt’altra roba rispetto a quella attuale, quanto a tecnica, gioco, numeri, campioni, trofei. Da non sottovalutare il fattore numerico: oggi la Serie A è a 20 squadre, QUELLA Serie A era a 18, con 4 partite in meno dell’attuale.

Ci piacerebbe fare un gioco, un esperimento, ma non abbiamo purtroppo la macchina del tempo. Perciò chiediamo: quella difesa del Milan 1993-94 quante partite avrebbe resistito senza prendere gol nell’attuale Serie A? Quanti minuti Sebastiano Rossi avrebbe speso più a parlare con i tifosi dietro la porta che a difendere la stessa in questa Serie A ?
Le risposte non le sapremo mai, ma un’idea noi ce l’abbiamo.

Intanto Seba Rossi & Co. anche senza il record restano lì, resteranno lì. Sempre. Comunque. Sui libri come nella memoria di tutti. Non solo in Italia.

L.V.

Ancelotti a “Sfide” e dilaga la nostalgia social dei milanisti

Posted in Stagione 2014-15 with tags , , , on 21 marzo 2015 by acmilansince1899

Ieri è andato in onda in seconda serata “Sfide”, il programma di Rai3 condotto da Alex Zanardi. Titolo della puntata “Carlo Ancelotti, Re di coppe”.Un excursus sulla vita dell’attuale tecnico del Real Madrid, partendo dagli esordi da calciatore nella Roma, dai trionfi con il Milan di Sacchi, per passare poi alla carriera di allenatore, tra i momenti difficili a Parma e Juventus, fino alle vittorie sulla panchina del Milan.

ap_10296121_05120Una carriera caratterizzata dalle seconde occasioni, dalla possibilità di rifarsi dopo ogni delusione, da una finale di Coppa Campioni (persa) alla Roma vista in tribuna causa infortunio a due Coppe Campioni vinte da protagonista al Milan, dalla cocente delusione di Istanbul alla rivincita sul Liverpool ad Atene due anni dopo.

E mentre andavano in onda le parole di Ancelotti e degli ex compagni di squadra ed suoi ex calciatori, tra immagini di vittorie e rivincite sportive, cresceva su twitter la nostalgia dei tifosi milanisti per l’allenatore italiano al momento più vincente in circolazione, ma anche per quel suo Milan non tanto remoto, tra campioni, uomini veri (in campo e fuori) e vittorie memorabili. In una giornata in cui l’hashtag di protesta #saveACMilan impazzava sul web, quello di #Ancelotti, lanciato proprio dalla redazione di “Sfide” nella tarda serata, riscuoteva molti twit balzando tra i primi posti della classifica toptrend Italia, mentre i tifosi rossoneri si sintonizzavano sempre più sul canale tv con il tam tam e il passaparola ‘social’.

Leggendo i twit balza subito agli occhi non solo la nostalgia di Ancelotti ma la tristezza generale per un Milan che da qualche anno non c’è più. Il caro vecchio Milan, esemplare nello stile, nella chiarezza, nell’unità di intenti e professionalità, dalla dirigenza e dall’allenatore ai calciatori nonchè ai tifosi, prescindendo dalle vittorie e dalle sconfitte.

Ecco qui una raccolta di alcuni twit.

Continua la maledizione della maglia n.9

Posted in Stagione 2014-15 on 24 dicembre 2014 by acmilansince1899

Pato, Matri, Fernando Torres.

Sembra non esserci pace per la maglia n.9 del Milan. L’ultima gloriosa presenza in campo è datata 13 maggio 2012, Milan-Novara 2-1. La 9 era sulle spalle di Filippo Inzaghi, che salutò proprio in quel giorno il calcio giocato a modo suo, segnando il gol vittoria.

Da allora si sono succeduti in tre con quel numero di maglia, cimentatisi nell’ardua impresa di riperccorrere le gesta non solo di Inzaghi, ma anche di altri grandi totem della storia del Milan che l’hanno indossata come Van Basten e Weah.

Ci provò Alexandre Pato all’inizio della stagione 2012-13, lasciando il “suo” 7. “Suo” rigorosamente tra virgolette, perchè se si chiede al 90% dei milanisti chi ricorda la maglia n.7 diranno due nomi: Donadoni o Shevchenko. Il brasiliano tranne qualche sporadica presenza concluse il 2012 poi salutò Milanello a gennaio 2013, tornando in Brasile con soli due gol all’attivo entrambi in Champions contro Malaga e Anderlecht .

Stesso nome e stessa storia per Alessandro Matri. Arrivato dalla Juventus nelle tumultuose ultime ore di mercato estivo 2013, con la contemporanea partenza di Boateng, nonostante il malcontento della Curva Sud manifestato con tanto di striscione “MATRI NO GRAZIE” nel ritorno di preliminare Champions contro il PSV Eindhoven. “Orgoglioso di questa maglia” le sue prime parole con quel n.9 e un ritorno al Milan con cui aveva esordito nel 2003 in serie A. Partite opache, impegno forse, ma gol niente. Morale: 1 gol a Parma, inutile nella sconfitta 3-2 e trasferimento a gennaio 2014 anche per lui, in prestito alla Fiorentina.

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La storia sembra ripetersi anche quest’anno. Fernando Torres, arrivato con il suo palmares, si appropria della 9, così come lo era stato all’Atletico Madrid, al Liverpool e al Chelsea. Certo le ultime annate di Torres non erano state delle migliori anzi… Molti si chiedevano perchè il Milan in ricostruzione aveva puntato su un calciatore ormai lontano dagli standard di goleador. Eppure l’iniziale scarsa condizione fisica non avevano scalfito le flebili speranze di recuperare il calciatore di un tempo, anzi la fiamma del gol a Empoli (tra l’altro molto bello) aveva fatto vacillare molti degli scettici estivi. Ma quello rimase l’unico gol, seguirono prestazioni scialbe e spesso anonime dello spagnolo, relegandolo a riserva fino alle esclusioni degli ultimi tempi. Le ultime news vedono anch’egli in partenza nel mercato invernale, in uno scambio di prestiti con l’Atletico Madrid, con Alessio Cerci pronto ad aggregarsi alla troupe di Milanello.

Riuscirà la maglia n.9 a trovare mai pace?

Bonera salvato sui giornali. Ma il popolo di twitter non perdona.

Posted in Uncategorized on 9 dicembre 2014 by acmilansince1899

BASTA BONERA! E’ la cantilena che si sente (legge) sui social network da tempo immemore. Tante, troppe le prestazioni

boneradiscutibili del difensore rossonero, spesso causa di gol subiti e risultati compromessi.

Ma se i quotidiani sportivi non lo annoverano tra i peggiori di Genoa-Milan, ben diverso è il pensiero dei tifosi su twitter.

Eccone alcuni:

Milan: rischio seconda stagione senza Europa

Posted in Stagione 2014-15 with tags , , , , , on 7 dicembre 2014 by acmilansince1899

Altro che lotta al terzo posto. I numeri rossoneri devono preoccupare Inzaghi.

La crisi di risultati del Milan (1 vittoria nelle ultime 7 giornate) deve far riflettere sulle reali ambizioni dei rossoneri. L’obiettivo terzo posto, tanto dichiarato il giorno del raduno estivo, oggi dista solo 5 punti, certo. Ma la sconfitta contro il Genoa a Marassi e in attesa delle altre partite hanno fatto scivolare il Milan al 7° posto, momentaneamente fuori dall’Europa.

La media punti (1,5 a partita) è identica a quella finale della scorsa stagione. E la previsione punti alla 38^ indica quota 57, la stessa della scorsa stagione quando i rossoneri, nonostante il cambio di guida tecnica con l’arrivo di Seedorf, si ritrovarono fuori anche dall’Europa League.

Inzaghi con i suoi 21 punti potrebbe, però, consolarsi con il confronto con le scorse stagioni. Alla 14^ giornata infatti, Allegri al suo posto aveva totalizzato 18 punti nel 2012-13 e 17 punti nel 2013-14.

Ma Pippo dovrà invertire la tendenza cercando di alzare la media punti, altrimenti a maggio il Milan potrebbe ritrovarsi per la seconda stagione fuori dall’Europa. Altro che terzo posto.

Confronto Stagioni Milan